Ianniello e Jeets, doppio trionfo a Portimão: Target Racing chiude il McLaren Trophy Europe da protagonista

Riccardo Ianniello e Gregor Jeets festeggiano la doppia vittoria a Portimão nel McLaren Trophy Europe 2026 con Target Racing.
Photographer: Stephen Fisher

Due partenze dalla quarta e terza fila, due rimonte, due vittorie. Riccardo Ianniello e Gregor Jeets consegnano al McLaren Trophy Europe 2026 un epilogo che difficilmente si dimentica. Sul circuito dell’Algarve, l’equipaggio italo-estone trasforma un weekend iniziato lontano dalla prima fila in una doppietta di vittorie. Al volante della McLaren Artura Trophy EVO numero 81 di Target Racing, Ianniello e Jeets firmano il finale più eloquente della propria stagione.

Ci sono vittorie che arrivano e ci sono vittorie che si conquistano centimetro per centimetro, curva dopo curva, stint dopo stint. Ianniello e Jeets hanno percorso la seconda strada. Quella più lunga, quella più esigente, quella che separa chi si limita a correre da chi sa costruire un risultato nel silenzio di ogni fase intermedia.

Gara 1: Jeets apre, Ianniello chiude

La prima corsa consegna a Gregor Jeets il compito più gravoso: prendere il via dalla settima casella e ricucire un distacco che, su un tracciato come Portimão, non si colma con la sola velocità di punta. Il circuito portoghese è un’architettura di saliscendi e curve cieche dove la traiettoria non è mai negoziabile e dove ogni decimo si gioca sulla fiducia tra pilota e asfalto.

L’estone non si è sottratto alla sfida. Ha interpretato il suo stint con la pazienza lucida di chi non cerca il sorpasso spettacolare ma costruisce la posizione con metodo, erodendo il vantaggio degli avversari con una consistenza che raramente si improvvisa. Giro dopo giro, la McLaren numero 81 ha risalito lo schieramento fino a consegnare a Ianniello una vettura in condizioni non solo competitive, ma favorevoli.

Riccardo Ianniello ha raccolto quel patrimonio e lo ha trasformato in vittoria. Ritmo imperioso, gestione dei pneumatici senza cedimenti, capacità di mantenere la pressione alta nelle fasi cruciali senza commettere errori. La numero 81 ha attraversato il traguardo in prima posizione con la solidità di chi non ha mai smesso di credere nel risultato.

Per Target Racing è arrivata così la prima affermazione del weekend. Non il frutto di una circostanza fortunata, ma la sintesi di due stint costruiti con intelligenza tattica e precisione esecutiva.

Gara 2: Ianniello fulmina lo schieramento, Jeets difende con autorità

La domenica ha riscritto le gerarchie della corsa prima ancora che il primo giro fosse completato.

Riccardo Ianniello scatta dalla sesta posizione e nei metri immediatamente successivi alla partenza compie qualcosa che va oltre la semplice reattività ai semafori: una lettura anticipata dello schieramento, una traiettoria costruita con millimetrica precisione, un’accelerazione fuori dalla prima curva che trasforma la sesta piazza in prima nel giro di pochi istanti. Non un colpo di fortuna. Una manovra di qualità tecnica rara, il tipo di esecuzione che distingue i piloti che sanno leggere una gara da quelli che si limitano a disputarla.

Da quel momento in poi Ianniello ha gestito il suo stint con la padronanza di chi ha il controllo della situazione senza mai abbassare la guardia. Gli avversari non hanno mai smesso di esercitare pressione, rendendo ogni giro una negoziazione continua tra aggressività e conservazione. La finestra dei pit stop è arrivata con la McLaren numero 81 nelle condizioni ottimali per consegnare il testimone.

Gregor Jeets ha ricevuto una vettura in testa e ha avuto il compito più severo: difendere la leadership in uno stint conclusivo dove il margine di errore è inesistente e dove ogni difesa sbagliata può trasformare una vittoria in un podio. L’estone ha risposto con la compostezza di chi non cede alla pressione ma la assorbe, la neutralizza, la trasforma in combustibile per spingere fino alla bandiera a scacchi.

Seconda vittoria consecutiva. Doppietta completata.

L’equilibrio che fa la differenza

Nel motorsport GT condividere una vettura significa distribuire le responsabilità in modo che nessuna fase resti orfana di protagonismo. A Portimão quella distribuzione ha raggiunto una simmetria quasi perfetta: Jeets artefice della rimonta in Gara 1, Ianniello architetto del vantaggio in Gara 2. Due ruoli invertiti, stessa qualità d’esecuzione.

È la dimostrazione più concreta di quanto un equipaggio possa crescere nel corso di una stagione. Non la somma di due piloti veloci, ma la costruzione di un’intesa che si alimenta di ogni weekend disputato insieme, di ogni debrief condiviso, di ogni situazione critica affrontata e superata.

Per Riccardo Ianniello, classe 2007, Portimão non è semplicemente un altro risultato da archiviare. È la conferma che il percorso intrapreso nel karting internazionale e proseguito nelle competizioni GT, coronato nel 2023 con il titolo italiano GT Endurance Pro-Am, sta producendo la maturità necessaria per affermarsi nelle categorie europee. Per Gregor Jeets, la doppietta portoghese è la certificazione di un valore che il campionato ha riconosciuto nel momento più significativo.

Team Target Racing

Dietro ogni vittoria c’è un’architettura invisibile che la rende possibile. A Portimão quella architettura porta il nome di Target Racing.

In un campionato dove la McLaren Artura Trophy EVO è strumento identico per tutti i partecipanti e il regolamento tecnico sterilizza qualsiasi differenziale costruttivo, la competitività si genera altrove. Si genera nella qualità del lavoro di preparazione, nella lettura della pista durante le prove libere, nella precisione dei cambi pilota, nella capacità di prendere decisioni strategiche corrette nei momenti in cui il margine di manovra è minimo.

Target Racing ha operato su tutti questi livelli che ha permesso a Ianniello e Jeets di esprimere il loro potenziale senza mai sentirsi limitati dalla struttura. Gli ingegneri hanno costruito setup capaci di valorizzare le caratteristiche dei piloti su un tracciato esigente. Nei cambi pilota, la precisione dei meccanici ha rappresentato un elemento importante, in una categoria dove anche pochi secondi possono fare la differenza. A completare il lavoro, le decisioni prese ai box, fondamentali per interpretare gli sviluppi della corsa.

Una doppietta che premia tutta la struttura, non solo chi ha tenuto il volante.

Il valore di un finale così

Due partenze lontano dalla prima fila, due rimonte, due vittorie assolute. I numeri raccontano il risultato di Portimão, ma non tutto ciò che ha portato Riccardo Ianniello e Gregor Jeets a chiudere il McLaren Trophy Europe 2026 sul gradino più alto del podio.

Alle spalle c’è una stagione vissuta su circuiti differenti, tra successi, occasioni mancate e weekend nei quali è stato necessario trovare risposte. Monza aveva mostrato il potenziale dell’equipaggio. Portimão ne ha confermato la maturità, attraverso due gare nelle quali velocità, determinazione e gestione si sono tradotte in altrettante vittorie.

Un risultato che premia anche Target Racing, protagonista di un percorso costruito insieme ai due piloti e culminato nel weekend più convincente della stagione.

La McLaren numero 81 lascia l’Algarve con entrambe le vittorie dell’ultimo round. Non soltanto il modo migliore per concludere il campionato, ma una dimostrazione concreta del livello raggiunto da Ianniello, Jeets e Target Racing.

Perché i numeri misurano il risultato. Non sempre riescono a raccontare il percorso che serve per raggiungerlo.

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