La Dakar si prepara a cambiare territorio. L’edizione 2027 si svolgerà fuori dall’Arabia Saudita, come comunicato da Amaury Sport Organisation e Saudi Motorsport Company. La nuova destinazione deve ancora essere annunciata, mentre il ritorno nel Paese mediorientale è previsto per il 2028, in occasione della cinquantesima edizione. Una decisione che apre nuovi interrogativi sul percorso e sulla preparazione di una delle competizioni più impegnative del motorsport internazionale.
La Dakar ha costruito la propria leggenda attraversando deserti, continenti e territori capaci di mettere alla prova uomini e mezzi ben oltre la semplice velocità. Ogni cambiamento di scenario ha portato con sé nuove difficoltà, nuovi paesaggi e un modo differente di interpretare una competizione nella quale orientamento, resistenza e capacità di adattamento contano quanto il cronometro.
Nel 2027, il rally raid più conosciuto al mondo cambierà nuovamente destinazione. Dopo le edizioni disputate in Arabia Saudita, gli organizzatori hanno confermato che la prossima Dakar si svolgerà in un altro territorio, la cui identità verrà comunicata successivamente.
La decisione è stata resa nota il 25 ottobre da Amaury Sport Organisation (ASO) e Saudi Motorsport Company, attraverso una comunicazione ripresa anche dalla FIA.
Non si tratta della cancellazione della gara. La Dakar rimane in programma, ma cambia la sede prevista per la prossima edizione.
Il rapporto con l’Arabia Saudita non si interrompe definitivamente: il ritorno è già indicato per il 2028, anno nel quale la manifestazione celebrerà la propria cinquantesima edizione.
Una gara che ha sempre cambiato orizzonti
La storia della Dakar è strettamente legata ai territori che l’hanno ospitata.
Nata nel 1978 dall’idea di Thierry Sabine, la competizione ha costruito la propria identità attraverso il collegamento tra Europa e Africa, con il deserto del Sahara diventato uno dei simboli più riconoscibili del rally.
Per decenni, il nome Dakar ha evocato piste sabbiose, navigazione e lunghi trasferimenti attraverso paesaggi nei quali la resistenza rappresentava una componente fondamentale della sfida.
Nel 2009, dopo la cancellazione dell’edizione precedente per motivi di sicurezza, il rally si trasferì in Sud America, aprendo un capitolo completamente differente.
Argentina, Cile, Bolivia, Perù e Paraguay hanno contribuito, in periodi diversi, a costruire una nuova identità geografica della manifestazione.
Dal 2020, l’Arabia Saudita è diventata il centro della competizione, offrendo un territorio caratterizzato da deserti, dune e percorsi particolarmente impegnativi.
Il cambiamento previsto per il 2027 si inserisce quindi in una storia nella quale la Dakar ha già dimostrato di poter conservare la propria identità anche attraversando regioni differenti del mondo.
Questa volta, però, la destinazione rimane ancora da conoscere.
Per i team, cambiare territorio significa ripensare la preparazione
La scelta del Paese ospitante non rappresenta soltanto un elemento geografico.
In una competizione come la Dakar, il territorio influenza direttamente il lavoro delle squadre e la preparazione degli equipaggi.
Le caratteristiche del fondo, le condizioni climatiche e le distanze tra le tappe possono modificare in modo significativo le esigenze tecniche e logistiche.
Un percorso dominato dalle dune richiede un approccio differente rispetto a uno caratterizzato da piste rocciose o tratti particolarmente veloci.
Anche la gestione degli pneumatici, delle sospensioni e dei materiali di ricambio dipende dalle condizioni che i concorrenti si troveranno ad affrontare.
Per questo motivo, la comunicazione della nuova sede sarà un passaggio fondamentale nella preparazione della Dakar 2027.
Le squadre dovranno conoscere il territorio per pianificare trasporti, assistenza e organizzazione del personale.
La Dakar coinvolge infatti una struttura logistica complessa, con mezzi da competizione, veicoli di supporto, attrezzature e professionisti chiamati a seguire il rally attraverso numerose tappe.
Senza una destinazione ufficiale, una parte di queste attività rimane inevitabilmente in attesa.
Il 2028 riporterà la Dakar in Arabia Saudita
Accanto al cambiamento previsto per il prossimo anno, gli organizzatori hanno già indicato una prospettiva per il futuro.
La Dakar tornerà in Arabia Saudita nel 2028, in occasione della cinquantesima edizione della manifestazione.
Un anniversario importante per una competizione che ha attraversato differenti epoche del motorsport, mantenendo un’identità legata all’avventura e alla capacità di affrontare condizioni estreme.
Il ritorno saudita rappresenterà quindi un appuntamento dal valore particolare, anche se i dettagli del programma dovranno essere comunicati successivamente.
La scelta di confermare già il 2028 permette di distinguere il trasferimento del 2027 da un abbandono definitivo del territorio.
Per il momento, però, l’attenzione rimane concentrata sulla prossima edizione e sulla destinazione che dovrà accoglierla.
La Dakar 2027 attende la sua nuova geografia
L’annuncio lascia aperta la domanda più importante: dove si correrà?
Gli organizzatori non hanno ancora indicato il Paese ospitante, né presentato un percorso o una configurazione definitiva delle tappe.
Qualsiasi ipotesi su una possibile destinazione rimarrebbe quindi una speculazione, in assenza di comunicazioni ufficiali.
La conferma della gara rappresenta il primo elemento certo, mentre il prossimo annuncio permetterà a squadre e piloti di iniziare a conoscere le caratteristiche della sfida.
Per la Dakar, cambiare territorio significa aprire un capitolo differente, ma anche confrontarsi con la necessità di adattare la propria organizzazione a un nuovo contesto.
Il 2027 porterà il rally lontano dall’Arabia Saudita, prima del ritorno previsto per il cinquantenario.
La destinazione rimane ancora sconosciuta. E proprio da quella scelta comincerà a prendere forma la prossima avventura della Dakar.







