Kimi Antonelli conquista la pole position del Gran Premio degli Stati Uniti con un giro in 1’34”035, precedendo Max Verstappen e Isack Hadjar. Per il pilota Mercedes è la settima partenza al palo della stagione 2026, ottenuta in un weekend che potrebbe già consegnargli il titolo mondiale. Ferrari occupa la seconda fila con Charles Leclerc e Lewis Hamilton, mentre George Russell partirà sesto.
Il cronometro si ferma sull’1’34”035 e, questa volta, Kimi Antonelli non ha bisogno di un altro tentativo. Il primo giro della Q3 è sufficiente per mettere tutti alle spalle, resistere al ritorno delle Red Bull e conquistare la settima pole position della sua stagione.
Sul circuito delle Americhe, ad Austin, il pilota italiano della Mercedes firma una prestazione che pesa ben oltre il risultato delle qualifiche. Il Gran Premio degli Stati Uniti rappresenta infatti la prima occasione matematica per chiudere il discorso mondiale, e Antonelli si presenta alla gara dalla posizione migliore possibile.
Alle sue spalle, Max Verstappen porta la Red Bull a 179 millesimi, mentre Isack Hadjar completa una prima fila e mezza dominata dal confronto tra Mercedes e la squadra di Milton Keynes.
Una sessione nella quale il vento ha complicato il lavoro dei piloti e reso particolarmente difficile trovare il giro perfetto. Antonelli, però, ha costruito il proprio vantaggio quando contava, lasciando agli avversari il compito di inseguire un riferimento che nessuno è riuscito a migliorare.
Un solo giro per mettere tutti alle spalle
La fase decisiva delle qualifiche si è giocata anche sulla capacità di interpretare le condizioni della pista.
Le raffiche di vento hanno reso il comportamento delle monoposto meno prevedibile, soprattutto nei tratti più veloci del Circuit of The Americas, dove la stabilità aerodinamica è fondamentale per mantenere precisione e velocità.
Antonelli ha affrontato il primo tentativo della Q3 trovando immediatamente il ritmo necessario per portarsi davanti.
Il tempo di 1’34”035 è diventato il riferimento da battere, mentre Verstappen e gli altri protagonisti cercavano di avvicinarsi negli ultimi minuti.
Il pilota Mercedes non ha completato un secondo giro lanciato, ma il vantaggio costruito in precedenza è rimasto sufficiente.
Verstappen si è fermato a 179 millesimi, una differenza contenuta che lascia intuire quanto il confronto possa essere serrato anche durante la gara.
Hadjar ha completato le prime tre posizioni, confermando la competitività della Red Bull sul circuito texano.
Per Antonelli, la pole rappresenta un altro risultato importante in una stagione nella quale la velocità sul giro singolo è diventata uno dei suoi punti di forza.
Il vento, una variabile che può cambiare tutto
Austin è un circuito che richiede equilibrio. Il primo settore, con la sequenza di curve veloci e cambi di direzione, mette alla prova la precisione della monoposto, mentre i lunghi rettilinei e le frenate più impegnative richiedono stabilità e trazione.
Quando il vento cambia intensità o direzione, trovare questo equilibrio diventa ancora più difficile.
Una raffica può modificare il comportamento della vettura in ingresso curva, costringendo il pilota a correggere la traiettoria o a rinunciare a parte della velocità.
Nelle qualifiche del Gran Premio degli Stati Uniti, queste condizioni hanno contribuito a rendere la sessione particolarmente delicata.
Antonelli è riuscito a sfruttare il primo tentativo, mentre gli avversari hanno dovuto confrontarsi con una pista che non offriva sempre le stesse condizioni.
La prestazione dell’italiano assume quindi un valore particolare: non soltanto il giro più veloce, ma la capacità di realizzarlo nel momento decisivo.
Un elemento che nelle qualifiche può fare la differenza tra una pole position e una partenza dalle file successive.
Verstappen e Hadjar, due Red Bull pronte ad attaccare
Il risultato delle qualifiche consegna ad Antonelli la prima posizione, ma non una gara semplice.
Max Verstappen partirà al suo fianco, con un distacco cronometrico che lascia aperto il confronto sul passo gara.
L’olandese rimane uno degli avversari più difficili da affrontare nelle prime fasi di un Gran Premio, soprattutto quando può sfruttare la partenza per cercare immediatamente il comando.
Alle loro spalle ci sarà Hadjar, terzo e pronto a inserirsi nella lotta.
La presenza di due Red Bull nelle prime tre posizioni rappresenta un elemento importante anche dal punto di vista strategico.
Mercedes dovrà valutare non soltanto la velocità assoluta, ma anche la gestione delle gomme e le possibili scelte degli avversari durante la gara.
Antonelli ha individuato nella partenza uno dei momenti fondamentali del Gran Premio. Conservare la leadership alla prima curva permetterebbe infatti di affrontare le fasi iniziali senza dover inseguire, riducendo il rischio di rimanere coinvolto in un confronto ravvicinato.
La pole offre un vantaggio, ma il primo giro potrebbe già modificare gli equilibri.
Ferrari in seconda fila: Leclerc davanti a Hamilton
Alle spalle delle prime tre posizioni, Ferrari conquista la quarta e la quinta casella con Charles Leclerc e Lewis Hamilton.
Un risultato che porta entrambe le monoposto di Maranello nelle prime file, offrendo alla squadra la possibilità di inserirsi nella lotta durante il Gran Premio.
Leclerc partirà immediatamente dietro Hadjar, mentre Hamilton scatterà dalla quinta posizione.
La presenza delle due Ferrari così vicine potrebbe offrire opportunità strategiche, soprattutto in una gara nella quale il degrado degli pneumatici e la gestione delle soste possono modificare la classifica.
Per Hamilton, Austin rappresenta inoltre un circuito particolarmente significativo, sul quale ha costruito alcuni dei risultati più importanti della propria carriera.
La seconda fila Ferrari completa quindi uno schieramento nel quale i principali protagonisti si trovano racchiusi nelle prime posizioni, con margini che lasciano aperte diverse possibilità.
Russell sesto, McLaren più indietro del previsto
La terza fila sarà completata da George Russell, sesto con la seconda Mercedes.
Il britannico si trova in una posizione differente rispetto al compagno di squadra, ma rimane uno dei protagonisti da seguire anche per gli equilibri del campionato.
Alle sue spalle partiranno le due McLaren.
Oscar Piastri ha conquistato la settima posizione, mentre Lando Norris scatterà ottavo dopo la cancellazione di un tempo per il superamento dei limiti della pista.
Un episodio che dimostra quanto anche un dettaglio possa incidere sulla classifica delle qualifiche, soprattutto quando i distacchi sono contenuti.
Per McLaren, il Gran Premio richiederà quindi una gara di recupero, cercando di sfruttare strategia e passo per guadagnare posizioni.
Antonelli, una pole che vale più della partenza al palo
La settima pole position del 2026 arriva in un momento particolarmente importante della stagione di Kimi Antonelli.
Il pilota Mercedes guida il Mondiale e ad Austin avrà la prima possibilità matematica di conquistare il titolo.
Il risultato delle qualifiche rappresenta quindi un passo nella direzione giusta, ma non è ancora sufficiente per chiudere il campionato.
Per diventare campione già negli Stati Uniti, Antonelli dovrà vincere il Gran Premio e attendere una combinazione favorevole dei risultati degli inseguitori, in particolare Russell e Hamilton.
La situazione aggiunge un elemento di pressione a una gara che sarebbe già impegnativa per il livello degli avversari.
Partire davanti permette all’italiano di controllare almeno la prima parte della sfida, ma il risultato finale dipenderà dalla capacità di mantenere competitività attraverso tutti gli stint.
La pole position non assegna il Mondiale. Offre però ad Antonelli la possibilità di affrontare il Gran Premio dalla posizione che ogni pilota vorrebbe occupare.
Ad Austin, il primo giro della Q3 è bastato per mettere tutti alle spalle. Ora servirà una gara completa per trasformare quella prestazione in un risultato ancora più importante.







