Ayrton Senna e le Ferrari mai guidate in Formula 1: a Bologna una storia poco conosciuta

Una Ferrari Testarossa, una 348 TB e una Honda CBR600 raccontano un lato meno conosciuto di Ayrton Senna. Ad Auto e Moto d’Epoca 2026, l’esposizione “Senna Untold: la storia inedita” ripercorre alcuni momenti della vita del campione brasiliano attraverso automobili e oggetti legati alla sua esperienza personale. Un viaggio che va oltre le vittorie e le monoposto, alla scoperta del rapporto tra Senna e il mondo dei motori lontano dalle competizioni.

Quando si pronuncia il nome di Ayrton Senna, il pensiero corre immediatamente alle monoposto di Formula 1, alle qualifiche affrontate al limite e alle imprese che hanno costruito la leggenda del tre volte campione del mondo. Eppure, dietro il pilota capace di emozionare milioni di appassionati, esiste anche una storia fatta di automobili stradali, incontri e momenti vissuti lontano dalla pressione dei Gran Premi.

Una parte di questo racconto prende forma a BolognaFiere, dove l’edizione 2026 di Auto e Moto d’Epoca ospita l’esposizione Senna Untold: la storia inedita.

Il progetto, presentato nello stand di Andrea Nannetti e visitabile fino al 25 ottobre, riunisce due Ferrari particolarmente rappresentative degli anni Ottanta e Novanta: una Testarossa monodado monospecchio e una 348 TB. Accanto alle vetture trova spazio anche una Honda CBR600, collegata a un episodio della carriera del pilota brasiliano.

Tre mezzi differenti, accomunati dalla possibilità di raccontare Senna attraverso una prospettiva meno conosciuta, nella quale la passione per i motori si intreccia con la sua vita personale.

Una Ferrari Testarossa a Monza, lontano dal cronometro

Il rapporto tra Ayrton Senna e Ferrari è uno dei temi che hanno alimentato per anni l’immaginario degli appassionati di Formula 1.

Il brasiliano non ha mai disputato un Gran Premio al volante di una monoposto della Scuderia, ma il suo nome rimane legato al marchio italiano anche attraverso episodi che appartengono alla storia delle automobili stradali.

Uno di questi risale al 1985, quando Senna ebbe l’opportunità di guidare una Ferrari Testarossa sul circuito di Monza, dopo il Gran Premio d’Italia.

Secondo la ricostruzione presentata dagli organizzatori dell’esposizione, il pilota brasiliano percorse alcuni giri al volante della sportiva di Maranello, vivendo un’esperienza differente rispetto a quella delle competizioni.

La Testarossa rappresentava allora una delle espressioni più riconoscibili della produzione Ferrari. La sua carrozzeria, caratterizzata dalle grandi prese d’aria laterali e dalle proporzioni basse e larghe, aveva contribuito a trasformarla in un simbolo dell’automobilismo degli anni Ottanta.

L’esemplare esposto a Bologna appartiene alla particolare configurazione monodado monospecchio, riconoscibile per il singolo specchietto retrovisore esterno posizionato in alto sul lato del conducente e per il sistema di fissaggio centrale delle ruote.

Dettagli che rendono questa versione particolarmente ricercata dagli appassionati e che contribuiscono al fascino dell’automobile presente nell’esposizione.

Ma il valore del racconto non si esaurisce nelle caratteristiche della vettura.

L’immagine di Senna al volante di una Ferrari stradale, proprio sul circuito di Monza, offre uno sguardo diverso su un pilota che il pubblico era abituato a vedere impegnato nella ricerca della prestazione assoluta.

La 348 TB e gli anni italiani del campione

Accanto alla Testarossa, Senna Untold presenta una Ferrari 348 TB, un’altra automobile legata al periodo italiano del pilota brasiliano.

La vettura appartiene a una generazione differente rispetto alla Testarossa, ma conserva alcuni degli elementi stilistici che hanno caratterizzato la produzione Ferrari tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta.

Presentata nel 1989, la 348 TB adotta un motore V8 in posizione centrale-posteriore e una carrozzeria che riprende alcuni riferimenti estetici delle sportive più prestigiose del marchio.

La sigla TB identifica la versione berlinetta, una configurazione che ha contribuito a rendere il modello uno dei riferimenti della gamma Ferrari di quel periodo.

Nel percorso espositivo, la presenza della 348 permette di avvicinarsi a un’altra fase della vita di Senna, segnata dal rapporto con l’Italia e con un ambiente automobilistico che ha avuto un ruolo importante nella sua carriera.

Il legame con il nostro Paese era iniziato molto prima dell’arrivo in Formula 1, attraverso gli anni trascorsi nel karting e le esperienze che lo avevano portato a confrontarsi con alcuni dei principali protagonisti delle competizioni europee.

La Ferrari esposta a Bologna diventa così parte di un racconto più ampio, nel quale le automobili non rappresentano soltanto oggetti da collezione, ma testimonianze di un periodo e di un contesto personale.

Una Honda CBR600 racconta un episodio del 1988

Il terzo elemento dell’esposizione porta il racconto lontano dalle quattro ruote.

Si tratta di una Honda CBR600, collegata a un episodio avvenuto nel 1988 durante il fine settimana del Gran Premio di San Marino a Imola.

In quell’occasione, Senna utilizzò la motocicletta per la realizzazione di uno spot pubblicitario di Hugo Boss, marchio che aveva un rapporto consolidato con il mondo della Formula 1.

La presenza della Honda introduce un’altra dimensione della figura del pilota brasiliano.

Negli anni Ottanta, Senna era già diventato un protagonista riconosciuto del motorsport internazionale e la sua immagine iniziava a trovare spazio anche nelle campagne pubblicitarie.

La motocicletta esposta a Bologna richiama proprio uno di questi momenti, mostrando come la carriera di un pilota possa essere raccontata anche attraverso episodi apparentemente secondari.

Un oggetto che, fuori dal proprio contesto, potrebbe sembrare una semplice moto sportiva dell’epoca, ma che assume un significato differente quando viene collegato alla storia di chi l’ha utilizzato.

Senna oltre la leggenda della Formula 1

La figura di Ayrton Senna continua a occupare un posto particolare nella memoria del motorsport.

Le sue vittorie, le pole position e il rapporto con circuiti come Monaco, Suzuka e Imola hanno costruito un’eredità sportiva che attraversa generazioni differenti di appassionati.

Ma raccontare un campione significa anche provare a osservare ciò che rimane fuori dalle classifiche.

Le automobili utilizzate nella vita privata, gli incontri con altri marchi e le esperienze lontane dalla competizione contribuiscono a restituire una figura più completa.

È proprio questa la prospettiva scelta da Senna Untold.

La Testarossa, la 348 TB e la Honda CBR600 non raccontano direttamente una vittoria o un titolo mondiale. Permettono invece di avvicinarsi a episodi che appartengono alla storia personale del brasiliano.

Il loro valore risiede nella capacità di collegare un oggetto a un momento preciso, trasformando un’automobile o una motocicletta in una testimonianza.

Auto e Moto d’Epoca, quando il collezionismo conserva la memoria

La presenza di Senna Untold ad Auto e Moto d’Epoca si inserisce in un contesto nel quale il patrimonio automobilistico viene raccontato attraverso vetture storiche, collezioni e testimonianze.

La manifestazione di Bologna rappresenta un punto d’incontro per appassionati e collezionisti, offrendo l’opportunità di osservare automobili che hanno segnato epoche differenti.

Nel caso dell’esposizione dedicata a Senna, l’interesse non riguarda soltanto il valore tecnico o collezionistico dei mezzi.

La particolarità sta nel rapporto tra le vetture e la persona alla quale vengono associate.

Una Ferrari Testarossa può raccontare la storia del design italiano degli anni Ottanta. Una 348 TB può rappresentare l’evoluzione delle sportive di Maranello. Una Honda CBR600 può testimoniare un periodo importante della produzione motociclistica giapponese.

Ma quando questi mezzi vengono collegati ad Ayrton Senna, assumono anche un significato narrativo.

Diventano strumenti attraverso i quali ricostruire frammenti di una vita che il pubblico conosce soprattutto attraverso le immagini delle gare.

Una storia che continua anche lontano dalla pista

A oltre trent’anni dalla scomparsa di Ayrton Senna, il suo nome continua a generare interesse e a ispirare nuove iniziative dedicate alla memoria del motorsport.

Le grandi imprese sportive rimangono naturalmente al centro del racconto, ma esposizioni come quella di Bologna permettono di scoprire aspetti meno conosciuti del campione.

La Testarossa guidata a Monza, la Ferrari 348 legata agli anni italiani e la Honda utilizzata a Imola nel 1988 rappresentano tre episodi differenti, uniti dalla possibilità di osservare Senna fuori dall’abitacolo di una monoposto.

Non sono le automobili con cui ha conquistato i suoi titoli mondiali. E proprio per questo raccontano qualcosa di diverso.

Ricordano che dietro il pilota capace di sfidare il cronometro esisteva anche un uomo profondamente legato al mondo dei motori, alle automobili e alle esperienze che accompagnavano la sua vita.

A Bologna, fino al 25 ottobre, quella storia torna a essere raccontata attraverso tre mezzi che conservano frammenti di un percorso molto più ampio.

Perché la memoria di un campione non vive soltanto nelle vittorie. A volte si nasconde anche nei dettagli di un’automobile, in un episodio lontano dai riflettori o in una storia che aspetta ancora di essere scoperta.

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