Lamborghini Huracán Super Trofeo, l’ultimo ruggito del V10: a Monza finisce un’epoca

©Lamborghini Squadra Corse

Le Lamborghini World Finals 2026 segnano l’ultimo capitolo della Huracán Super Trofeo, protagonista per oltre un decennio delle competizioni monomarca del marchio italiano. Prima del debutto della nuova Temerario nel 2027, i piloti ripercorrono il rapporto con una vettura che ha segnato le loro carriere. Tra ricordi, sfide e il suono inconfondibile del V10, Monza diventa il palcoscenico di un addio che va oltre i risultati sportivi.

Ci sono automobili che vengono ricordate per le vittorie e altre che lasciano un segno per le sensazioni che riescono a trasmettere. La Lamborghini Huracán Super Trofeo appartiene a entrambe le categorie. Per oltre un decennio ha accompagnato generazioni di piloti sui circuiti internazionali, diventando molto più di una vettura da competizione: uno strumento attraverso il quale imparare, crescere e confrontarsi con i propri limiti.

Ora quella storia si prepara a concludersi. Le Lamborghini World Finals 2026, in programma a Monza, rappresentano l’ultimo appuntamento della Huracán nei campionati monomarca del costruttore di Sant’Agata Bolognese. Dal 2027 sarà la nuova Temerario Super Trofeo a raccoglierne l’eredità, aprendo una fase tecnica e sportiva differente.

Il passaggio di generazione era atteso, ma non per questo è privo di emozioni. Per chi ha trascorso anni al volante della Huracán, il congedo significa salutare una macchina che ha accompagnato momenti importanti della propria carriera.

E tra i ricordi dei protagonisti, più ancora dei risultati, emerge un elemento difficile da dimenticare: il suono del V10 aspirato.

Un V10 che ha dato voce a un’intera generazione

Nel motorsport, il suono di un motore può diventare parte dell’identità di una vettura. Non è soltanto una questione di prestazioni, ma di carattere, di sensazioni e di memoria.

La Huracán Super Trofeo ha costruito una parte importante della propria personalità attorno al motore V10 aspirato, capace di accompagnare ogni accelerazione con un timbro immediatamente riconoscibile.

Un suono che per anni ha riempito i paddock e i rettilinei dei circuiti europei, asiatici e nordamericani, diventando familiare a piloti, meccanici e appassionati.

Con l’arrivo della Temerario, Lamborghini aprirà una nuova fase anche dal punto di vista tecnico. Il cambiamento segnerà quindi la conclusione di un’epoca nella quale il dieci cilindri ha rappresentato uno degli elementi distintivi delle competizioni monomarca del marchio.

Ma il legame con la Huracán non riguarda soltanto ciò che si ascolta dall’esterno.

Per chi l’ha guidata, quella vettura è stata soprattutto un riferimento attraverso il quale imparare a interpretare la pista, gestire il limite e sviluppare sensibilità al volante.

Danny Formal, una carriera cresciuta insieme alla Huracán

Tra i piloti che hanno raccontato il proprio rapporto con la vettura figura Danny Formal, uno dei protagonisti più conosciuti del Lamborghini Super Trofeo.

Per il pilota, la Huracán rappresenta una parte importante del percorso professionale. Anni di gare e di esperienza hanno contribuito a costruire un legame che va oltre la semplice conoscenza tecnica della macchina.

Una vettura da corsa, quando viene utilizzata per molte stagioni, diventa progressivamente un riferimento. Il pilota impara a riconoscerne le reazioni, a interpretarne il comportamento e a capire quanto può chiedere in ogni situazione.

È un rapporto che si sviluppa attraverso migliaia di chilometri, tra prove libere, qualifiche e gare nelle quali ogni dettaglio può fare la differenza.

Per Formal, il congedo dalla Huracán coincide quindi anche con la conclusione di una fase significativa della propria crescita nel motorsport.

Il nuovo modello porterà opportunità differenti, ma l’esperienza maturata con il V10 rimarrà parte del suo percorso.

Dennis Lind e Milos Pavlovic, la macchina che insegna a guidare

Anche Dennis Lind lega alla Huracán un momento importante della propria carriera, ricordando il ruolo che la vettura ha avuto nel suo ingresso nelle competizioni GT.

Per molti piloti, il Super Trofeo rappresenta infatti un passaggio formativo. La categoria permette di confrontarsi con automobili dalle prestazioni elevate, sviluppando competenze che possono essere utilizzate successivamente in altri campionati Gran Turismo.

La Huracán ha accompagnato questo percorso per anni, diventando una delle vetture attraverso le quali numerosi concorrenti hanno imparato ad affrontare gare internazionali.

Milos Pavlovic, invece, richiama soprattutto il carattere impegnativo della macchina.

La Huracán Super Trofeo non è una vettura che permette di raggiungere il limite senza lavoro. Richiede precisione, sensibilità e la capacità di interpretare un comportamento che può mettere alla prova anche piloti esperti.

È proprio questa caratteristica ad aver contribuito al suo valore formativo.

Una macchina impegnativa costringe chi guida a migliorare, a comprendere gli errori e a sviluppare una maggiore consapevolezza delle proprie capacità.

Per Pavlovic, come per altri protagonisti della serie, il ricordo della Huracán è quindi legato anche alle difficoltà affrontate e superate al volante.

Oltre dieci anni di gare, titoli e nuove generazioni di piloti

La storia della Huracán Super Trofeo è iniziata nel 2015, quando il modello ha raccolto l’eredità della Gallardo nelle competizioni monomarca Lamborghini.

Da allora, la vettura ha attraversato diverse evoluzioni tecniche, fino alla versione Huracán Super Trofeo EVO2, protagonista delle stagioni più recenti.

Il suo percorso si è sviluppato attraverso i campionati Europa, Asia e Nord America, riunendo piloti professionisti, giovani talenti e gentleman driver.

Le World Finals hanno rappresentato ogni anno il momento nel quale queste realtà si incontrano, offrendo agli equipaggi l’opportunità di confrontarsi con avversari provenienti da continenti differenti.

Nel corso delle stagioni, la Huracán ha accompagnato numerosi piloti nel passaggio verso altre categorie GT, contribuendo alla loro formazione sportiva.

Il suo valore non può quindi essere misurato soltanto attraverso il numero delle gare disputate o dei titoli assegnati.

La vettura ha rappresentato un punto di riferimento per un intero programma sportivo, creando continuità tra generazioni differenti di concorrenti.

Monza, il luogo dell’ultimo capitolo

Le Lamborghini World Finals 2026, dal 22 al 25 ottobre, offriranno alla Huracán Super Trofeo il palcoscenico del suo ultimo appuntamento nei campionati monomarca.

Per la prima volta, l’evento internazionale si svolgerà all’Autodromo Nazionale Monza, uno dei circuiti più rappresentativi della storia automobilistica.

La scelta aggiunge un significato particolare al congedo della vettura.

I lunghi rettilinei del tracciato brianzolo permetteranno al V10 di esprimere ancora una volta il proprio carattere, mentre le frenate e le varianti metteranno alla prova i piloti impegnati nelle ultime gare.

Il weekend comprenderà la conclusione dei campionati continentali e il confronto internazionale delle World Finals, con titoli ancora da assegnare.

Ma accanto alla competizione sportiva, Monza ospiterà anche un momento di passaggio nella storia Lamborghini.

Le squadre che hanno lavorato per anni con la Huracán si preparano infatti a una nuova generazione, mentre i piloti dovranno costruire riferimenti differenti al volante della Temerario.

La Temerario apre il futuro, la Huracán lascia un’eredità

Dal 2027, la Lamborghini Temerario Super Trofeo diventerà la nuova protagonista dei campionati monomarca.

Il passaggio introdurrà una vettura differente, chiamata a proseguire un programma sportivo che ha trovato nella Huracán uno dei propri riferimenti più longevi.

Per le squadre, il cambiamento comporterà nuove attività di preparazione e adattamento tecnico. I piloti dovranno invece imparare a conoscere il comportamento della nuova macchina, costruendo progressivamente la stessa confidenza sviluppata negli anni con il modello precedente.

È il normale percorso di evoluzione del motorsport, dove ogni generazione porta nuove soluzioni e nuove sfide.

Ma una vettura che ha accompagnato così tante carriere lascia inevitabilmente qualcosa che non può essere trasferito da un modello all’altro.

La familiarità con le sue reazioni, il ricordo delle prime vittorie, gli errori commessi durante l’apprendimento e la soddisfazione di riuscire finalmente a interpretarne il limite.

Il suono che resterà

Quando l’ultima Huracán Super Trofeo attraverserà il traguardo di Monza, si concluderà una parte importante della storia sportiva Lamborghini.

Per alcuni piloti sarà il ricordo della prima esperienza nelle competizioni GT. Per altri, quello di una vittoria o di un campionato conquistato. Per chi ha lavorato nei box, resteranno anni di preparazione, sviluppo e gare affrontate insieme.

E poi ci sarà il V10, quel suono che per oltre un decennio ha accompagnato le partenze, i sorpassi e le battaglie del Super Trofeo.

La Temerario porterà il campionato verso una nuova generazione. La Huracán, invece, lascerà qualcosa che va oltre i risultati: il ricordo di una macchina capace di insegnare, emozionare e farsi riconoscere ancora prima di essere vista.

Perché alcune vetture smettono di correre, ma continuano a vivere nella memoria di chi le ha guidate.

E a Monza, per un’ultima volta, sarà il V10 a raccontare questa storia.

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