La Formula 1 ritrova Sepang: dopo nove anni, un’incognita anche per i favoriti

La Formula 1 torna a Sepang dopo nove anni di assenza e lo fa con un fine settimana nel quale l’esperienza accumulata durante la stagione potrebbe non essere sufficiente per partire con riferimenti consolidati. Dal 2 al 4 ottobre il circuito malese ospiterà il Gran Premio del Bahrain in Malesia, riportando le monoposto su una pista che manca dal calendario dal 2017.

La denominazione dell’evento deriva dall’accordo raggiunto per trasferire a Sepang l’appuntamento originariamente previsto in Bahrain. Il risultato è un ritorno particolare, perché squadre e piloti dovranno affrontare un circuito conosciuto storicamente dalla Formula 1, ma sostanzialmente nuovo per buona parte dello schieramento attuale.

Le monoposto sono cambiate profondamente dall’ultima visita e anche chi ha già corso in Malesia dovrà ricostruire riferimenti, punti di frenata e gestione degli pneumatici. A rendere il lavoro ancora più complesso ci saranno caldo, umidità e la possibilità di temporali improvvisi.

Dodici piloti non hanno mai corso a Sepang

La prima grande incognita riguarda proprio l’esperienza. Soltanto dieci dei ventidue piloti presenti sulla griglia hanno già disputato una gara di Formula 1 a Sepang, mentre per gli altri dodici il confronto con il circuito inizierà realmente durante le prove libere.

Tra chi non ha esperienza di gara sul tracciato figurano anche Lando Norris e Oscar Piastri. Il lavoro svolto al simulatore permetterà di arrivare in Malesia con una base, ma soltanto i primi giri consentiranno di verificare quanto le indicazioni virtuali corrispondano alle condizioni reali.

Sepang misura 5,543 chilometri e combina caratteristiche molto differenti. I lunghi rettilinei richiedono efficienza aerodinamica, mentre la parte centrale presenta sequenze veloci nelle quali stabilità e precisione diventano fondamentali.

Le curve 5 e 6 rappresentano uno dei passaggi più impegnativi ad alta velocità. Le frenate delle curve 11 e 14 mettono invece alla prova la capacità della monoposto di rimanere stabile quando il pilota deve contemporaneamente rallentare e preparare l’ingresso.

La ricerca dell’assetto dovrà quindi tenere insieme esigenze contrastanti. Caricare maggiormente la vettura può offrire vantaggi nella parte guidata, ma rischia di penalizzare la velocità sui rettilinei. Una configurazione più scarica può produrre l’effetto opposto.

Le prove libere assumeranno per questo un peso superiore al normale. Ogni giro servirà non soltanto a cercare prestazione, ma a verificare se i riferimenti costruiti in fabbrica funzionano realmente su una pista che la Formula 1 moderna non ha ancora affrontato.

Le gomme diventano una delle variabili principali

Un secondo elemento da osservare sarà il comportamento degli pneumatici. Pirelli ha individuato nella gestione termica una delle difficoltà principali del weekend malese.

L’asfalto presenta una rugosità paragonabile a quella incontrata in Bahrain, mentre il carico energetico sugli pneumatici viene collocato su valori intermedi, simili a quelli registrati su circuiti come Spa e Shanghai.

Per il weekend sono state selezionate le mescole C2, C3 e C4, che ricopriranno rispettivamente i ruoli di Hard, Medium e Soft.

La scelta punta anche a mantenere aperte differenti possibilità strategiche. Pirelli vuole ridurre la differenza complessiva tra una gara costruita su una singola sosta e una strategia a due pit stop, evitando che una soluzione risulti nettamente superiore ancora prima della partenza.

Molto dipenderà dal degrado effettivamente osservato durante le prove. Temperature elevate possono modificare rapidamente il comportamento delle gomme e rendere più difficile mantenere la mescola nella corretta finestra di funzionamento.

Per le squadre diventerà quindi importante raccogliere dati durante i long run del venerdì. Comprendere quanto rapidamente si deteriorano le diverse mescole potrà influenzare non soltanto la strategia della domenica, ma anche le scelte effettuate durante qualifiche e prove.

Caldo e temporali possono cambiare il programma

Sepang aggiunge poi una variabile difficile da controllare: il clima malese.

Caldo e umidità aumentano lo stress per vetture, pneumatici e piloti, mentre i temporali possono arrivare rapidamente e modificare completamente le condizioni della pista.

Anche l’evoluzione dell’asfalto avrà un ruolo importante. Pirelli prevede un livello di aderenza inizialmente ridotto, destinato ad aumentare con il passaggio delle monoposto e con il progressivo deposito di gomma.

Una sessione bagnata potrebbe però interrompere questo processo e, soprattutto, sottrarre tempo prezioso al lavoro sull’asciutto.

Per le squadre che non dispongono di dati recenti sul circuito sarebbe una complicazione ulteriore. Perdere una parte delle prove significa arrivare alle qualifiche con meno informazioni su degrado, bilanciamento e comportamento della monoposto con differenti quantità di carburante.

L’incertezza non cancella naturalmente i valori emersi durante il campionato. Le squadre più competitive rimangono tali anche su una pista poco conosciuta. Sepang può però ridurre almeno inizialmente il vantaggio derivante da riferimenti consolidati.

Gli orari del weekend di Formula 1 a Sepang

Il programma entrerà nella fase decisiva sabato 3 ottobre, quando le qualifiche stabiliranno la griglia di partenza.

Per il pubblico italiano l’appuntamento sarà alle 10:00.

La gara scatterà invece domenica 4 ottobre alle 09:00 italiane e sarà disputata sulla distanza di 56 giri.

Prima di allora, però, il lavoro più importante sarà quello svolto nelle prove. Con dodici piloti senza precedenti esperienze di gara a Sepang e monoposto profondamente differenti rispetto a quelle viste nel 2017, ogni sessione servirà a costruire conoscenza.

Il ritorno della Formula 1 in Malesia diventa così qualcosa di più della riscoperta di un circuito storico. Sepang rappresenta una pista conosciuta dal campionato, ma nuova per la Formula 1 attuale.

E in un weekend nel quale caldo, gomme e possibili temporali possono modificare rapidamente lo scenario, la capacità di imparare più velocemente degli avversari potrebbe diventare uno degli elementi decisivi.

Condividi l'articolo :

Facebook
LinkedIn

Leggi anche