Non è ancora settembre, ma il Madring ha già scritto la sua prima pagina di storia.
Il 16 maggio scorso, Carlos Sainz è salito a bordo di una Ford Mustang GT con motore V8 da 446 CV e cambio manuale a sei rapporti e ha completato il primo giro in assoluto sul nuovo circuito di Formula 1 della capitale spagnola. Non un rendering, non una simulazione: asfalto vero, curve vere, il rumore di un motore che riecheggia tra i padiglioni di IFEMA Madrid.
Un momento simbolico e tecnico al tempo stesso e la conferma più concreta che il Gran Premio di Spagna, in programma dall’11 al 13 settembre 2026, non è più un progetto. È realtà.
L’asfalto c’è: oltre il 90% del tracciato è completato
Il cantiere del Madring ha raggiunto un traguardo concreto: il manto stradale copre ormai oltre il 90% del tracciato complessivo. Manca ancora il trattamento finale sulla zona del rettilineo principale, ma si tratta dell’ultimo passaggio prima della consegna. Quando anche quel segmento sarà completato, il circuito cesserà di essere un cantiere e diventerà un impianto misurabile, ispezionabile, omologabile: l’asfalto è il prerequisito tecnico su cui si fondano tutte le verifiche di sicurezza, le simulazioni dei team e i calcoli di degrado gomme.
Il cronoprogramma è rispettato e, secondo Carlos Jiménez, direttore operativo di IFEMA Madrid, il cantiere si trovava ancora in anticipo di circa una settimana e mezza rispetto alle scadenze previste, nonostante i ritardi causati dalla pioggia nelle fasi di asfaltatura siano stati recuperati grazie al margine accumulato nelle settimane precedenti.
La data cerchiata sul calendario è una sola: 31 maggio 2026. Entro quel giorno, il pacchetto completo di documentazione, planimetrie, rilievi topografici, dati sull’asfalto, relazioni di sicurezza, deve essere nelle mani della FIA per avviare il processo di omologazione di Grado 1, senza la quale nessuna gara del mondiale può partire.
Sainz al volante: “Sorprendente. Ne volete un’altra?”
Carlos Sainz non è solo l’ambasciatore del Gran Premio di Spagna. È un madrileno che ha contribuito attivamente alla progettazione del tracciato, lavorando con i tecnici di Studio Dromo e con la FIA per affinare i dettagli di alcune curve chiave — tra cui il vertice della curva 5 e l’ingresso della curva 1. Per lui, percorrere per la prima volta l’intero layout ha avuto un valore che va ben oltre il test tecnico.
Le sue parole a bordo pista, raccolte nelle riprese ufficiali, descrivono un tracciato che ha sorpreso anche chi lo conosceva già sulla carta. Parlando delle analogie con altri circuiti del calendario, Sainz ha dichiarato: “Ci sono alcuni passaggi, specialmente nella parte centrale del percorso, che mi hanno ricordato molto da vicino le sequenze più famose di Spa-Francorchamps o di Silverstone per via della loro fluidità. Il ritmo in questa sezione è incessante e non ti permette di commettere il minimo errore.”
La sorpresa più grande? La curva Monumental. Sainz conosceva la sopraelevazione del 24%, ma non si aspettava un ulteriore dettaglio: “Pensavo che La Monumental avesse l’inclinazione e basta, e invece è anche cieca.” Una curva da 547 metri percorsa parzialmente alla cieca, con oltre 200 km/h sulle monoposto di Formula 1. Il pilota della Williams ha concluso il giro con un commento diretto agli organizzatori: “Avete fatto un buon cocktail.”
Il Pit Building prende forma: tre livelli, primo paddock climatizzato della storia F1
Accanto all’asfalto, avanzano le strutture. Il Pit Building del Madring si sviluppa su tre livelli e sarà la casa operativa dell’intera paddock: box, officine meccaniche, sale stampa e spazi tecnici occuperanno piani distinti, con una logistica verticale inedita per un circuito cittadino. La struttura si integra nei padiglioni 1 e 2 di IFEMA, riconvertiti in modo da poter ospitare fiere durante l’anno e il Gran Premio a settembre, dando vita al primo paddock climatizzato nella storia della Formula 1.
Questo dettaglio, apparentemente secondario, non è un capriccio: Madrid in settembre può superare i 35 gradi. Avere un paddock al coperto e refrigerato cambia l’esperienza di lavoro per centinaia di tecnici e giornalisti, e riduce il rischio di surriscaldamento delle apparecchiature elettroniche utilizzate ai box.
Cosa resta da fare prima dell’omologazione
Con il 10% dei lavori ancora da completare e la consegna alla FIA fissata per il 31 maggio, il percorso verso il debutto è ormai definito. Gli aspetti ancora in lavorazione riguardano principalmente:
- Il trattamento finale del rettilineo principale, dove l’asfalto ha ricevuto la prima mano ma attende il manto definitivo.
- Le strutture temporanee, tribune, recinzioni, aree fan zone e hospitality, la cui installazione è prevista da giugno in poi.
- Le verifiche di sicurezza del terzo settore, dove le barriere si avvicinano sensibilmente alla traiettoria, la carreggiata si restringe e due curve consecutive (la 20 e la 21) impongono frenate ravvicinate con visibilità limitata. Sono i tratti che preoccupano di più i tecnici FIA nel processo di omologazione.
Una gara nazionale organizzata insieme alla Federazione Spagnola di Automobilismo è prevista prima del debutto in Formula 1: un collaudo reale del circuito con vetture da competizione, pensato anche per “scaldare” l’asfalto e testare l’operatività logistica dell’impianto.
Il punto sui biglietti: 97% venduto, prezzo medio 600 euro
Sul fronte commerciale, il Madring è praticamente esaurito. Secondo i dati comunicati dal presidente del Comitato Esecutivo di IFEMA Madrid, José Vicente De Los Mozos, il 97% dei posti messi in vendita è già stato acquistato, per un totale di oltre 90.000 biglietti. Il prezzo medio si attesta attorno ai 600 euro, il più alto tra i Gran Premi europei in calendario.
La domanda non accenna a calare. De Los Mozos ha dichiarato: “Chi prima andava in Medio Oriente ora vuole venire a Madrid. Le aspettative sono altissime.” Le previsioni parlano di 400.000 persone nel corso del fine settimana e di un impatto economico superiore ai 500 milioni di euro per la città.
Photo Credit copertina: © F1 / Madring.com



