Duncan Cameron chiude la carriera a Portimão: l’ultimo capitolo di una lunga storia nell’endurance

La 4 Ore di Portimão del 10 ottobre segna l’ultimo appuntamento agonistico del pilota britannico. Dopo oltre un decennio nell’European Le Mans Series, nove vittorie di classe e un podio alla 24 Ore di Le Mans, Cameron saluta le competizioni con Spirit of Race, insieme agli storici compagni di squadra Matt Griffin e David Perel.

La 4 Ore di Portimão, appuntamento conclusivo dell’European Le Mans Series 2026, assume un significato particolare per Duncan Cameron. Il pilota britannico ha scelto proprio la gara di oggi, sabato 10 ottobre, per concludere la propria carriera agonistica, chiudendo un percorso costruito attraverso oltre un decennio di competizioni endurance, risultati internazionali e una lunga collaborazione con Spirit of Race.

Al volante della Ferrari numero 55, Cameron condividerà l’ultima gara con Matt Griffin e David Perel, aggiungendo un capitolo conclusivo a una storia sportiva iniziata nell’ELMS nel 2014. Un’esperienza che lo ha visto attraversare differenti generazioni di vetture GT, affrontare alcuni dei circuiti più importanti d’Europa e conquistare risultati significativi, tra cui il secondo posto nella categoria GTE-Am alla 24 Ore di Le Mans 2017.

Il congedo arriva in un contesto che rappresenta bene la sua carriera. L’endurance è una disciplina nella quale la prestazione individuale deve necessariamente inserirsi in un lavoro collettivo, costruito attraverso la collaborazione tra piloti, ingegneri e squadra. Un principio che ha accompagnato Cameron per gran parte del suo percorso, trovando una delle espressioni più significative nel rapporto sportivo con Matt Griffin.

Duncan Cameron e Matt Griffin, un sodalizio lungo oltre dieci anni

Uno degli aspetti più particolari della carriera del britannico riguarda la continuità del rapporto con Matt Griffin, con il quale ha condiviso quasi tutte le proprie partecipazioni nell’European Le Mans Series.

Con l’appuntamento di Portimão, Cameron raggiunge quota 73 presenze nel campionato europeo. Di queste, soltanto una è stata disputata senza Griffin come compagno di equipaggio.

Un dato che racconta una collaborazione poco comune in un ambiente nel quale le formazioni possono cambiare frequentemente in funzione dei programmi sportivi, delle categorie e delle esigenze dei team.

Nelle competizioni di durata, condividere una vettura significa sviluppare una conoscenza reciproca che va oltre la semplice alternanza al volante. La gestione degli pneumatici, il comportamento della macchina e la capacità di interpretare le indicazioni tecniche diventano elementi di un lavoro condiviso, nel quale ogni stint contribuisce al risultato finale.

Nel corso degli anni, i due piloti hanno attraversato stagioni differenti, mantenendo una collaborazione che ha accompagnato l’evoluzione delle vetture e del campionato.

Dal debutto nell’ELMS nel 2014, Cameron ha conquistato nove vittorie di classe, costruendo un palmarès che comprende anche successi nel British GT e il titolo Pro-Am della Blancpain Endurance Series 2015.

Risultati ottenuti in contesti differenti, ma accomunati dalla capacità di mantenere competitività e continuità nelle gare di durata.

Le Mans 2017, il podio che segna una carriera

Tra i momenti più importanti del percorso di Cameron occupa un posto particolare la 24 Ore di Le Mans 2017.

In quell’edizione, il britannico condivise la Ferrari 488 GTE numero 55 con Marco Cioci e Aaron Scott, conquistando il secondo posto nella categoria GTE-Am.

Il risultato arrivò al termine di una gara particolarmente significativa per il Cavallino Rampante, che riuscì a occupare tutte e tre le posizioni del podio di classe.

Per Cameron, Le Mans rappresentò uno dei traguardi più importanti della propria esperienza nel motorsport, in una competizione nella quale velocità, affidabilità e gestione strategica devono convivere per ventiquattro ore.

La gara francese richiede infatti una preparazione che va oltre la ricerca della prestazione sul singolo giro. Il traffico tra categorie differenti, le variazioni delle condizioni ambientali e la necessità di mantenere un ritmo costante rendono fondamentale il contributo di ogni componente dell’equipaggio.

Il secondo posto ottenuto con Cioci e Scott rimane quindi uno dei risultati più rappresentativi della carriera del britannico, non soltanto per il prestigio della manifestazione, ma anche per il valore del lavoro condiviso.

La stagione 2017 e le vittorie con Spirit of Race

Il podio di Le Mans non fu l’unico risultato importante di quella stagione.

Nel corso del 2017, Cameron continuò a competere nell’European Le Mans Series con Spirit of Race, ottenendo risultati significativi al volante della Ferrari 488 GTE.

Tra questi figura la vittoria al Paul Ricard, conquistata insieme ad Aaron Scott e Matt Griffin.

Il successo rappresentò la seconda affermazione consecutiva dell’equipaggio e confermò la competitività della formazione nella categoria.

La gara francese venne costruita attraverso una gestione efficace dei diversi stint, con i tre piloti impegnati a mantenere un ritmo competitivo durante le rispettive fasi. Griffin completò il lavoro nell’ultimo turno, portando la Ferrari alla vittoria.

È un episodio che sintetizza bene le caratteristiche dell’endurance: il risultato finale nasce dall’insieme delle prestazioni, dalle decisioni strategiche e dalla capacità di evitare errori lungo l’intera distanza.

Per Cameron, il 2017 rappresentò quindi uno dei periodi più significativi della carriera, combinando il podio alla 24 Ore di Le Mans con risultati importanti nel campionato europeo.

Portimão, l’ultima gara con Spirit of Race

Il circuito portoghese ospita oggi l’ultimo appuntamento agonistico di un pilota che ha legato gran parte della propria carriera alle competizioni GT.

La scelta di concludere il percorso nell’European Le Mans Series, ancora una volta insieme a Matt Griffin, offre una continuità particolare a una storia sportiva iniziata nella categoria oltre dieci anni fa.

Al loro fianco ci sarà David Perel, a completare l’equipaggio della Ferrari numero 55 di Spirit of Race.

La 4 Ore di Portimão rappresenta anche il finale di una stagione nella quale i titoli delle diverse classi sono ancora da assegnare. Per Cameron, tuttavia, l’appuntamento assume inevitabilmente un significato personale differente.

Dopo anni trascorsi tra circuiti europei, gare di durata e programmi internazionali, la corsa portoghese diventa l’occasione per concludere un percorso che ha attraversato una fase importante dell’evoluzione delle competizioni GT.

Dalle Ferrari 488 GTE alle vetture della generazione successiva, il britannico ha affrontato cambiamenti tecnici e sportivi mantenendo un legame costante con l’endurance.

Una carriera raccontata dalla continuità

Il bilancio di Duncan Cameron comprende nove vittorie di classe nell’ELMS, successi nel British GT, un titolo Pro-Am nella Blancpain Endurance Series e un podio alla 24 Ore di Le Mans.

Sono risultati che descrivono un percorso competitivo, ma non raccontano completamente ciò che ha caratterizzato la sua presenza nel motorsport.

La collaborazione con Matt Griffin, durata per quasi tutte le 73 partecipazioni nel campionato europeo, rappresenta probabilmente uno degli elementi più distintivi di questa storia.

In una disciplina nella quale le prestazioni individuali devono inserirsi in un lavoro collettivo, costruire un rapporto così lungo significa condividere molto più dei risultati ottenuti.

Portimão segna quindi l’ultimo capitolo di una carriera sviluppata soprattutto attraverso la continuità e il lavoro di squadra. Una storia che trova nel podio di Le Mans 2017 uno dei momenti più importanti e nel lungo rapporto con Spirit of Race e Matt Griffin il proprio filo conduttore.

Oggi, quando la Ferrari numero 55 affronterà la gara conclusiva dell’European Le Mans Series, Cameron aggiungerà un’ultima presenza a un percorso costruito nell’arco di oltre un decennio.

Al di là del risultato che arriverà sotto la bandiera a scacchi, il suo nome rimarrà legato a una generazione di piloti che ha fatto della continuità, dell’esperienza e del lavoro condiviso alcuni dei valori più importanti delle corse di durata.

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