Appena rientrati dalla pausa estiva, il Mondiale di F1 è già ricominciato a pieno regime. Fra le conferme e i rinnovi pluriennali che hanno costellato il weekend olandese, uno dei fascicoli più caldi del mercato piloti resta ancora aperto a Milton Keynes. Non riguarda direttamente la squadra principale, che alla vigilia del GP di Zandvoort ha siglato un rinnovo pluriennale con il suo pilota di punta, Max Verstappen, con cifre da capogiro, bensì la sua costola: la Racing Bulls. Tra un pilota che sta superando ogni aspettativa e un giovane fenomeno che freme per approdare in Formula 1, si gioca una delle decisioni più delicate del mondiale 2027. Gli effetti potrebbero propagarsi ben oltre la casa di Faenza.
Lawson, la stagione che nessuno si aspettava
Il primo dato da cui partire è che Liam Lawson, nel 2026, ha semplicemente disatteso ogni pronostico negativo. Dopo l’esperienza fulminea e complicata vissuta al fianco di Verstappen in Red Bull nel 2025, conclusa con una retrocessione già dopo il GP di Cina, il neozelandese è tornato alla base con l’etichetta del pilota bruciato troppo presto. Undici gare più tardi, quell’etichetta appare completamente superata: ad oggi Lawson occupa il nono posto nella classifica piloti, rimane il migliore tra i driver dei team di metà e fondo griglia con un rendimento costante e non composto da exploit isolati. Non è mai sceso sotto la dodicesima posizione in qualifica nelle ultime otto sessioni disputate, arrivando a centrare quattro Q3 consecutive, e ha conquistato punti in sette degli undici Gran Premi corsi.

Un rendimento che, secondo diverse analisi del paddock, rende la sua conferma per il 2027 tutt’altro che scontata: Lawson ha già avuto la propria occasione nella squadra maggiore e, storicamente, la Red Bull non ha mai riproposto un pilota già retrocesso per una seconda chance al vertice. Questo lo rende, paradossalmente, il nome più solido per restare esattamente dove si trova ora.
Tsolov, il predestinato che scalpita
Sull’altro piatto della bilancia c’è Nikola Tsolov, pilota bulgaro classe 2006 e attuale leader del campionato di Formula 2, protagonista di una serie impressionante di tre vittorie di fila in gara lunga tra il Red Bull Ring e Silverstone. Il team principal della Racing Bulls, Alan Permane, lo ha definito pubblicamente “il prossimo della lista“, pur smentendo più volte che esista già un accordo formale per il suo approdo in Formula 1 nel 2027.

Tsolov stesso, interpellato sul proprio futuro, ha ammesso che ancora non ci sono state comunicazioni ufficiali sul suo destino, sottolineando però la fiducia nel fatto che, continuando su questa strada, un’opportunità arriverà prima o poi. Un atteggiamento cauto ma che lascia intendere quanto il pilota si senta ormai maturo per il salto di categoria.
Il fattore Lindblad: la certezza nel caos
In questo scenario incerto, c’è un nome che sembra invece già al sicuro: quello di Arvid Lindblad. Il giovane rookie britannico, esordiente assoluto in questa stagione, ha impressionato al punto da rendere quasi scontata una riconferma per il 2027, complice anche un rendimento ravvicinato a quello del più esperto compagno di squadra. Per la Racing Bulls, la vera decisione da prendere riguarda quindi il sedile accanto al suo.

Il vero nodo: cosa deve essere la Racing Bulls?
Al centro della questione non c’è solo una valutazione sportiva dei singoli piloti, ma una domanda più ampia sull’identità stessa della squadra satellite: la Racing Bulls deve continuare a essere un vero e proprio team di sviluppo per i giovani del vivaio Red Bull, promuovendo sistematicamente i propri talenti indipendentemente dai risultati altrui? O può permettersi di premiare il merito sportivo, confermando un pilota che sta semplicemente rendendo più di quanto ci si aspettasse? Se prevalesse la prima logica, la promozione di Tsolov sarebbe quasi automatica. Se prevalesse la seconda, sarebbe difficile giustificare l’esclusione di un pilota nono in campionato, davanti a nomi ben più quotati e con vetture nominalmente superiori.
Una decisione che la Red Bull può permettersi di rimandare
A differenza di altre situazioni di mercato più urgenti in griglia, la posizione della Red Bull resta relativamente comoda: né Tsolov né Lawson sembrano avere, al momento, alternative concrete al di fuori dell’universo Red Bull, il che permette al management di prendersi tutto il tempo necessario per osservare l’evoluzione dei due piloti nella seconda parte di stagione prima di sciogliere il nodo. Una pazienza che, in un mercato piloti sempre più frenetico, rappresenta un vero e proprio lusso, ma che allo stesso tempo tiene il paddock con il fiato sospeso su una delle decisioni più delicate del 2027 in arrivo.
Credit di copertina: ©Visa Cash App Racing Bulls



