Spagna vs. Argentina, la finale dei Mondiali 2026 che divide anche la Formula 1

Grafica della finale Mondiali 2026 Spagna vs Argentina, con pallone da calcio e monoposto di Formula 1 su pista a scacchi in prospettiva.

Domenica 19 luglio, al MetLife Stadium di New York, la finale dei Mondiali 2026 mette di fronte Spagna e Argentina per la Coppa del Mondo. Ma la partita si gioca anche altrove: nello stesso weekend la Formula 1 corre il Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps, dove il paddock si è già spaccato in due. Da una parte Fernando Alonso e Carlos Sainz, gli spagnoli. Dall’altra, Franco Colapinto, unico argentino in griglia. Tre piloti, due bandiere, un solo trofeo da festeggiare a distanza.

Non è una coincidenza qualsiasi. Le due finaliste del Mondiale sono anche le due nazioni che, più di ogni altra al di fuori dell’Italia e del Regno Unito, hanno scritto la storia della Formula 1.

Colapinto e Messi, l’amicizia che ha conquistato il paddock

Se esiste un filo diretto tra questa finale e la F1, porta i nomi di Franco Colapinto e Lionel Messi. Il pilota dell’Alpine non ha mai nascosto la sua devozione: nel giugno 2025 regalò al capitano dell’Albiceleste un casco con la dedica “Grazie per tanta gioia e tante lezioni” scritta sul bordo della visiera.

L’incontro vero è arrivato un anno dopo, alla vigilia del GP di Miami 2026. Messi ricevette Colapinto al centro di allenamento dell’Inter Miami insieme a Rodrigo De Paul, lontano da telecamere e sponsor. “Era il sogno di una vita. Se chiedi a qualsiasi argentino chi vorrebbe conoscere, la risposta è Leo”, raccontò poi il pilota, sorpreso da un dettaglio: “Sapeva parecchio di Formula 1, mi faceva domande”. Pochi giorni dopo, Messi ha ricambiato la visita presentandosi per la prima volta in vita sua a un Gran Premio, passeggiando tra i box di Miami. E Colapinto ha risposto in pista, chiudendo settimo: il miglior risultato di un argentino dal secondo posto di Carlos Reutemann in Sudafrica, nel 1982.

Durante il Mondiale il legame è diventato virale. Dopo la vittoria dell’Argentina contro l’Austria nella fase a gironi, Colapinto scrisse sui social “Leo, ti amo”. E quando, nello stesso weekend, l’Albiceleste completò una rimonta agli ottavi mentre il pilota risaliva dalla 19ª posizione a Silverstone, il suo commento sotto il post di Messi, “parlami di rimonte”, venne rilanciato dai canali ufficiali della Formula 1 con un collage delle due imprese.

Il destino argentino passa (di nuovo) da uno stadio Mercedes

La storia ama i cerchi che si chiudono. L’Argentina ha conquistato la finale battendo l’Inghilterra 2-1 al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta. Proprio Mercedes: il marchio con cui Juan Manuel Fangio, il più grande pilota argentino di sempre, vinse due dei suoi cinque titoli mondiali negli anni Cinquanta, un record rimasto imbattuto per quasi mezzo secolo fino a Michael Schumacher.

E c’è un altro precedente che gli argentini ricordano volentieri. Prima di Maradona nel 1986 e prima di questa semifinale, il primo a battere gli inglesi in casa loro fu José Froilán González: a Silverstone, nel 1951, regalò alla Ferrari la prima vittoria della sua storia in Formula 1.

Quella fiamma non si è mai spenta. Nell’aprile 2026, il road show dell’Alpine per le strade di Buenos Aires ha radunato più di 600.000 persone attorno alla monoposto di Colapinto, un bagno di folla che ha riacceso i colloqui, definiti dal pilota “in stato avanzato”, per riportare un Gran Premio in Argentina, assente dal calendario dal 1998.

La Spagna di Alonso e Sainz: quando il calcio e la F1 vincono insieme

Sul fronte spagnolo la finale ha due tifosi speciali nel paddock. Fernando Alonso, due volte campione del mondo nel 2005 e 2006 e unico iridato spagnolo della storia, con il calcio ha un conto aperto fin da ragazzo: da giovane portiere fu notato dal Celta Vigo, ma il padre disse no e lo tenne sui kart. Col senno di poi, difficile dargli torto.

C’è anche un precedente che a Madrid e Siviglia conoscono bene: l’epoca d’oro del calcio spagnolo, tra l’Europeo 2008 e il Mondiale 2010, esplose subito dopo i due titoli di Alonso, quasi un passaggio di testimone tra i simboli sportivi del Paese. Ora la Roja insegue la seconda stella proprio nell’anno in cui la Spagna schiera due piloti titolari in griglia.

Il secondo è Carlos Sainz, figlio del due volte campione del mondo rally, che vive una stagione simbolica: a settembre debutterà il Gran Premio di Madrid sul nuovo circuito Madring, la prima gara di casa nella sua città, con una tribuna interamente dedicata ai suoi tifosi. Al Montmelò, intanto, le tribune intitolate a lui e ad Alonso sono diventate da anni il cuore del tifo spagnolo in F1.

La finale dei Mondiali 2026 vista dal paddock: prima Spa, poi New York

Il calendario ha disegnato una domenica perfetta. Alle 15 la bandiera a scacchi di Spa-Francorchamps chiuderà il GP del Belgio; alle 21, ora italiana, il MetLife Stadium darà il calcio d’inizio alla finale. Quando la partita comincerà, Alonso, Sainz e Colapinto avranno già tolto casco e tuta: comunque sia andata la gara, la loro serata si deciderà davanti a uno schermo, da tifosi come tutti gli altri.

In campo, il duello tra Messi e Lamine Yamal mette di fronte passato e futuro del calcio. Fuori, la finale dei Mondiali 2026 oppone la nazione di Fangio a quella che ha dato alla F1 il suo unico campione di lingua spagnola. Uno solo tra i tre piloti andrà a dormire con la propria nazionale campione del mondo, e per una volta il risultato che conta non sarà il suo. Fuori, la stessa finale oppone la nazione di Fangio a quella che ha dato alla F1 il suo unico campione di lingua spagnola. Uno solo tra i tre piloti andrà a dormire con la propria nazionale campione del mondo, e per una volta il risultato che conta non sarà il suo.

Photo credit copertina: Corriere.it

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