Se la tempesta non è arrivata a Miami, di sicuro un’altra perturbazione sta scuotendo il Circus: è possibile che al più tardi, nel 2031 in F1 si assista al ritorno al buon vecchio V8.
Tempesta nel Circus, potrebbero tornare i motori V8
Oltre alla preannunciata perturbazione (fortunatamente mai arrivata) che ha visto la gara di Miami anticiparsi di qualche ora, un’altra tempesta ha scosso il Paddock: il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem è tornato a parlare del futuro della F1 portando all’ipotesi concreta, per il prossimo ciclo regolamentare, di un ritorno ai motori V8. Dopo le numerose lamentele di alcuni piloti, uno tra tutti l’ex campione del mondo Max Verstappen, il Presidente è tornato sul desiderio della federazione di abbandonare l’orientamento turbo-ibrido attuale e ritornare ad un motore più “semplice” e dai costi di sviluppo minori.

Perchè un ritorno al V8?
Quest’operazione non è da pensare come un ritorno alla vecchia gloria (la F1 utilizzò i motori V8 dagli anni 2006 al 2013) bensì si tratta di una soluzione più funzionale: più vicina come struttura a quella che utilizzano i costruttori in ambito automotive, abbastanza facile da gestire e in grado di garantire un suono pieno, peso contenuto e minore complessità architettonica.
Il ritorno ad un motore del genere, di tipo aspirato non è da intendersi come un salto indietro nel tempo, bensì come una rielaborazione con uno sguardo al futuro della categoria. La Federazione sembrerebbe aver già pronto un disegno che comprenderebbe anche una parte elettrica, molto più piccola e di minore impatto rispetto a quella odierna (al momento ripartita al 50% con il motore termico). Il protagonista tornerebbe ad essere il propulsore a combustione interna sempre alimentato da biocarburanti.
Il ritorno al V8 scinde i costruttori
Se il ritorno al motore aspirato fa gioire vecchi e nuovi tifosi, questa ipotesi, dall’aria sempre più concreta, separa il paddock. Da una parte ci sono Mercedes, che continua a lavorare a livello industriale e sportivo sull’ibrido, Audi che si è unita al circus proprio per il cambiamento radicale del regolamento tecnico e Honda. Dall’altra ci sono Ford e Cadillac, molto più aperte alla considerazione del V8 in quanto, non solo fa parte dell’identità commerciale e culturale dei due marchi, ma è anche considerato ancora con un’architettura molto valida tecnicamente.

Il turning point sarà il 2030
La data indicata per questa svolta dal Presidente della FIA è il 2030, scadenza non scelta a caso in quanto l’attuale Patto della Concordia ha scadenza proprio in quell’anno, dopodiché gli asset della Federazione dovranno essere ridefiniti. Ufficialmente la FIA, ha ricordato Ben Sulayem, ha il potere di scrivere i regolamenti tecnici dal 2031 in poi con o senza approvazione dei costruttori. Il punto focale però sarà convincere costruttori e partner commerciali ad avere fiducia in questa nuova prospettiva futura.
“Il ritorno dei motori V8 o V10 sta arrivando. In fin dei conti, è solo questione di tempo. Nel 2031, la FIA avrà il potere di farlo, senza bisogno di alcun voto da parte dei produttori di propulsori. Ma io punto ad anticiparlo al 2030, cosa che ormai tutti ci chiedono. Quando proviamo a dirlo ai motoristi, loro dicono di no ma quel che deve succedere succederà. I produttori vogliono che accada, ma se anche votassero contro l’introduzione nel 2030, questo avverrebbe nel 2031. Non si tratta di chiedersi se abbia bisogno del loro supporto. Si farà, i V8 arriveranno“.



