© Scuderia Ferrari
Al Bahrain International Circuit si sono chiusi tre giorni che hanno acceso una domanda semplice ma enorme: chi parte davvero favorito tra McLaren, Mercedes, Ferrari e Red Bull Racing?
La risposta, per ora, è: dipende da cosa guardi.
E il tempo non è infinito. Manca poco più di un mese all’inizio del Mondiale di Formula 1 2026 e, con la seconda sessione di test prestagionali ormai alle porte, le squadre hanno ancora una finestra decisiva per correggere, capire, nascondere — o scoprire davvero le proprie carte.
Mercedes: veloce sul giro secco, ma quanto margine c’è?
La Mercedes ha chiuso in alto nei tempi. Il giro veloce c’è stato, la monoposto è sembrata stabile, pulita nei cambi di direzione, convincente sul giro singolo.
Ma nei test contano soprattutto le simulazioni gara. E lì la sensazione è che il quadro sia più complesso. Il passo è buono, ma non c’è ancora quella superiorità netta che fa dire “sono loro il riferimento”. È una Mercedes solida, non dominante.
McLaren: costanza prima di tutto
La McLaren non ha cercato il titolo del venerdì. Ha lavorato sul ritmo, sulla continuità, sui long run.
La monoposto è sembrata equilibrata, con un degrado gomme controllato e una buona trazione in uscita di curva. Non ha impressionato per il giro “da copertina”, ma nel passo medio è apparsa tra le più convincenti. E nei mondiali moderni, la costanza vale più di un lampo.
Ferrari: segnali incoraggianti, ma serve continuità.
Ferrari ha mostrato buone cose, soprattutto nelle simulazioni più lunghe. La macchina sembra più prevedibile rispetto al passato, meno nervosa nei cambi di temperatura e più lineare nella gestione delle gomme.
Il potenziale c’è, ma la vera domanda è sempre la stessa: riuscirà a trasformare questo equilibrio in prestazione pura quando conterà davvero? Nei test le Rosse hanno dato l’idea di essere nel gruppo di testa, non sopra di esso.
La seconda sessione sarà cruciale proprio per questo: capire se Ferrari può fare quello step che la trasformi da inseguitrice credibile a vera candidata.
Red Bull: pochi fuochi d’artificio, tanta sostanza. Red Bull non ha cercato il titolo sul giro singolo. Ha lavorato nell’ombra, ma quando ha simulato la gara, i numeri sono stati estremamente competitivi. Il feeling è quello di una macchina già “capita”, già messa a punto. E quando un team sembra così tranquillo nei test, spesso significa che ha più margine di quanto mostri.
Allora chi è davanti?
Se guardiamo il giro secco: Mercedes.
Se guardiamo la costanza: McLaren e Red Bull.
Se guardiamo l’equilibrio complessivo: Ferrari è lì.
La verità è che nessuno ha ancora scoperto tutte le carte. I test sono un teatro di illusioni controllate: carichi di benzina nascosti, mappature diverse, programmi incrociati.
Con poco più di un mese al via del Mondiale 2026 e un’ultima sessione prestagionale per definire gli equilibri, la sensazione è una sola: il vertice è più compresso di quanto sembri.
Non c’è un dominatore evidente.
E quando il vertice è così vicino, il mondiale si decide sui dettagli.



