Il WRC 2026 si prepara all’ultimo e decisivo appuntamento della stagione. Dal 1° al 4 ottobre, il Rally Italia Sardegna assegnerà il titolo piloti con Elfyn Evans, Sami Pajari e Oliver Solberg ancora matematicamente in corsa. I tre sono racchiusi in appena 21 punti e condividono anche la stessa vettura, la Toyota GR Yaris Rally1.
Evans arriva sull’isola con il vantaggio più consistente e con il destino nelle proprie mani. Pajari e Solberg dovranno invece provare a recuperare, con lo svedese reduce dalla vittoria in Cile e protagonista di una seconda parte di stagione che gli ha permesso di riaprire la corsa al Mondiale.
Evans arriva in Sardegna da leader del WRC
La classifica prima dell’ultimo round vede Elfyn Evans al comando con 230 punti. Sami Pajari segue a quota 213, mentre Oliver Solberg occupa la terza posizione con 209.
Tra il primo e il terzo ci sono quindi 21 lunghezze, mentre in Sardegna saranno disponibili fino a 35 punti.
Il sistema assegna 25 punti al vincitore del rally, ai quali possono aggiungersi cinque punti attraverso la classifica della Super Sunday e altri cinque nella Power Stage.
La situazione permette a tutti e tre di presentarsi al finale con una possibilità matematica di conquistare il campionato, anche se Evans parte naturalmente dalla posizione più favorevole.
A Evans servono 19 punti per essere campione
Il gallese dispone soprattutto di un vantaggio fondamentale: può conquistare il titolo senza dover attendere il risultato dei propri avversari.
Con 19 punti raccolti in Sardegna, Evans avrebbe la certezza matematica del Mondiale, indipendentemente da ciò che riusciranno a fare Pajari e Solberg.
Una delle combinazioni possibili sarebbe il secondo posto nella classifica generale accompagnato da almeno due punti aggiuntivi nelle graduatorie della domenica.
Questo non significa che ottenere meno di 19 punti comporterebbe automaticamente la perdita del titolo. In quel caso, però, Evans dovrebbe iniziare a guardare anche alle prestazioni dei due compagni di squadra.
La strategia diventa quindi particolarmente delicata. Spingere troppo potrebbe aumentare il rischio di commettere un errore, mentre un approccio eccessivamente conservativo potrebbe lasciare spazio alla rimonta degli inseguitori.
Aprire la strada può complicare i piani del leader
A rendere meno semplice la situazione di Evans ci saranno anche le caratteristiche del Rally Italia Sardegna.
Il leader del Mondiale dovrà affrontare alcune prove aprendo la strada sullo sterrato. In determinate condizioni, partire davanti può significare trovare una superficie meno pulita e offrire un vantaggio agli equipaggi che transitano successivamente.
Quanto questo elemento influenzerà realmente la gara dipenderà però dalle condizioni del fondo e dal meteo.
Le strade sarde alternano sezioni molto veloci a tratti più tecnici, con un terreno che può diventare particolarmente impegnativo per vetture e pneumatici.
Per Evans sarà quindi importante trovare fin dalle prime prove un equilibrio tra la necessità di difendere la leadership e quella di non lasciare troppi punti agli avversari.
Solberg arriva al finale dopo la vittoria in Cile
Tra gli inseguitori, Oliver Solberg si presenta in Sardegna con un momento particolarmente positivo alle spalle.
La vittoria ottenuta in Cile gli ha permesso di mantenere aperta la corsa al campionato e rappresenta l’ultimo risultato di una fase nella quale lo svedese ha recuperato progressivamente terreno.
Dal Rally di Grecia in avanti, Solberg ha raccolto 106 punti, contro i 97 conquistati da Pajari e i 68 di Evans nello stesso periodo.
Numeri che mostrano quanto gli equilibri siano cambiati durante la seconda parte della stagione.
Il distacco di 21 punti dalla vetta rimane comunque significativo. Per ribaltare la situazione, Solberg non potrà limitarsi a ottenere un risultato importante: dovrà anche sperare che Evans lasci per strada abbastanza punti.
Pajari è il rivale più vicino a Evans
Tra Evans e Solberg si trova Sami Pajari, che con 213 punti paga 17 lunghezze dal leader.
Il finlandese arriva quindi al finale con un distacco inferiore rispetto a Solberg e con la possibilità di sfruttare qualsiasi difficoltà del compagno di squadra.
Anche per lui, però, la situazione non dipende completamente dal proprio risultato. Evans conserva un margine sufficiente per chiudere il campionato attraverso la propria prestazione.
Pajari dovrà quindi concentrarsi innanzitutto sulla possibilità di raccogliere il maggior numero di punti, mantenendo contemporaneamente sotto controllo l’evoluzione della classifica durante l’intero weekend.
Con punti disponibili anche nella giornata conclusiva, il titolo potrebbe rimanere aperto fino alle ultime prove.
Tre Toyota per un solo titolo mondiale
Il finale assume un significato particolare anche per Toyota Gazoo Racing.
Tutti e tre i contendenti al titolo guidano infatti una GR Yaris Rally1. Il campionato costruttori è già stato conquistato, permettendo alla squadra di concentrare l’attenzione sulla sfida interna per la corona piloti.
Per Jari-Matti Latvala, la priorità sarà mettere i tre equipaggi nelle condizioni di confrontarsi con vetture affidabili e senza differenze che possano condizionare artificialmente la battaglia.
Il resto verrà deciso sulle prove speciali.
La situazione crea uno scenario insolito: Toyota sa già che il titolo verrà deciso tra i propri piloti, ma dovrà contemporaneamente gestire una gara nella quale ognuno di loro avrà esigenze differenti.
Evans deve difendere. Pajari e Solberg devono recuperare.
In Sardegna servirà trovare il limite senza superarlo
L’ultimo round non premierà necessariamente chi attaccherà di più.
Le caratteristiche del rally richiedono infatti attenzione alla gestione della vettura, degli pneumatici e del rischio. Una foratura o un errore possono costare molto più dei secondi guadagnati attraverso una prova affrontata al limite.
Per Evans questa considerazione sarà particolarmente importante. Il vantaggio in classifica gli permette di ragionare anche sul risultato complessivo, mentre i due inseguitori avranno inevitabilmente meno margine per adottare una strategia conservativa.
La presenza dei punti della Super Sunday e della Power Stage aggiunge inoltre un ulteriore livello alla sfida. Anche se la classifica del rally dovesse sembrare definita, la domenica potrebbe continuare a modificare i conti del Mondiale.
Il WRC 2026 si decide all’ultima gara
Dopo un’intera stagione, il titolo arriverà quindi al verdetto sulle strade italiane.
Evans parte con 230 punti e la possibilità di chiudere autonomamente la partita raggiungendo quota 19 nel weekend. Pajari segue a 17 lunghezze, mentre Solberg deve recuperarne 21 ma arriva dalla fase più produttiva della propria stagione.
Tre situazioni differenti, una sola Toyota GR Yaris Rally1 e un unico titolo disponibile.
Dal 1° al 4 ottobre, il Rally Italia Sardegna non sarà quindi soltanto l’ultimo appuntamento del WRC 2026. Sarà la gara nella quale Evans, Pajari e Solberg dovranno trasformare un’intera stagione negli ultimi punti necessari per diventare, per la prima volta, campioni del mondo assoluti.



