Il gruppo logistico danese e la compagnia di navigazione francese ampliano la partnership attraverso ACT+, una soluzione basata su biocarburanti di seconda generazione. L’obiettivo è ridurre le emissioni di CO₂ di 12.000 tonnellate nell’arco di due anni, accompagnando la trasformazione delle catene di approvvigionamento internazionali.
La sostenibilità del trasporto marittimo passa sempre più attraverso la collaborazione tra compagnie di navigazione e grandi operatori logistici. In questo scenario si inserisce il nuovo accordo tra DSV e CMA CGM, annunciato il 7 ottobre 2026, che punta a ridurre le emissioni associate alle spedizioni via mare attraverso l’impiego di combustibili alternativi.
L’intesa prevede l’utilizzo della soluzione ACT+, sviluppata da CMA CGM, con un obiettivo di riduzione pari a 12.000 tonnellate di CO₂ nell’arco di due anni. Il programma si basa sull’impiego di biocarburanti di seconda generazione ottenuti da oli alimentari esausti, una delle alternative utilizzate dal settore marittimo per contenere l’impatto climatico delle proprie attività.
Per DSV, la collaborazione rappresenta un ulteriore passo nel percorso di decarbonizzazione delle catene di approvvigionamento. Il gruppo danese gestisce infatti una rete internazionale che collega trasporti aerei, marittimi, terrestri e servizi logistici integrati. Intervenire sulle emissioni delle spedizioni significa quindi coinvolgere anche i partner che effettuano materialmente il trasporto delle merci.
L’accordo assume particolare rilievo proprio per questa dimensione. La riduzione dell’impatto ambientale non dipende esclusivamente dalle scelte di una singola azienda, ma dalla capacità di coordinare operatori differenti lungo una filiera che può attraversare numerosi Paesi prima di raggiungere il destinatario finale.
DSV, dalla Danimarca a una rete logistica presente in oltre 90 Paesi
Fondata nel 1976 in Danimarca, DSV ha costruito nel tempo una delle maggiori organizzazioni internazionali dedicate al trasporto e alla logistica. Il gruppo opera oggi attraverso oltre 3.000 uffici e strutture logistiche distribuiti in più di 90 Paesi, con una forza lavoro di circa 150.000 persone, secondo i dati aziendali.
La sua attività comprende l’organizzazione delle spedizioni e la gestione delle merci lungo l’intera catena distributiva, mettendo in relazione produttori, fornitori, stabilimenti industriali, centri logistici e mercati di destinazione.
L’offerta si sviluppa attraverso differenti modalità di trasporto. Ai collegamenti aerei e marittimi si affiancano quelli stradali e ferroviari, insieme ai servizi di magazzinaggio, distribuzione e gestione delle catene di approvvigionamento.
Questa struttura permette di affrontare esigenze industriali molto diverse. Nel settore automotive, per esempio, la logistica deve coordinare l’arrivo di componenti provenienti da fornitori differenti, rispettando le tempistiche degli stabilimenti produttivi. Nell’industria tecnologica e sanitaria assumono invece particolare importanza la tracciabilità, la disponibilità delle merci e la gestione delle condizioni richieste dai singoli prodotti.
La dimensione internazionale rende inoltre necessario integrare sistemi informativi e procedure operative. DSV utilizza strumenti digitali per prenotare spedizioni, seguirne l’avanzamento e gestire informazioni relative a scorte e magazzini.
L’obiettivo è offrire alle imprese una visione coordinata dei flussi, anche quando il percorso coinvolge più mezzi di trasporto e diversi operatori.
È proprio all’interno di questa organizzazione che la sostenibilità assume un ruolo crescente. Una rete così estesa richiede infatti di intervenire non soltanto sulle attività direttamente controllate, ma anche sui servizi acquistati da compagnie di navigazione, vettori e altri partner logistici.
CMA CGM e ACT+, il ruolo dei biocarburanti nel trasporto marittimo
La nuova intesa si concentra su una delle componenti fondamentali del commercio internazionale: il trasporto via mare.
CMA CGM, gruppo francese attivo nel trasporto containerizzato e nella logistica, mette a disposizione la soluzione ACT+, sviluppata per consentire ai clienti di ridurre l’impronta emissiva associata alle proprie spedizioni.
Il programma prevede l’utilizzo di biocarburanti di seconda generazione a base UCOME, acronimo di Used Cooking Oil Methyl Ester. Si tratta di un combustibile ottenuto dalla lavorazione di oli alimentari esausti, utilizzato come alternativa ai carburanti marittimi convenzionali.
Secondo quanto dichiarato dalla compagnia, ACT+ può consentire riduzioni delle emissioni fino all’83% rispetto al combustibile tradizionale, sulla base della metodologia di calcolo adottata per la soluzione.
È importante distinguere questo dato dall’obiettivo complessivo dell’accordo. La percentuale indicata riguarda il potenziale di riduzione associato al combustibile e al servizio, non una diminuzione dell’83% delle emissioni totali prodotte da DSV.
Il valore della collaborazione consiste piuttosto nella possibilità di applicare questa soluzione a una parte dei trasporti marittimi organizzati dal gruppo logistico, contribuendo a ridurne l’impatto climatico.
L’utilizzo di combustibili alternativi rappresenta una delle strade attraverso le quali il settore navale sta affrontando la decarbonizzazione. Il trasporto oceanico richiede infatti grandi quantità di energia e percorrenze molto lunghe, caratteristiche che rendono particolarmente complessa la sostituzione delle tecnologie tradizionali.
In questo contesto, i biocarburanti possono offrire un’opzione per ridurre le emissioni associate al consumo energetico delle navi, pur rimanendo necessario valutarne disponibilità, sostenibilità delle materie prime e risultati lungo l’intero ciclo di vita.
Un obiettivo misurabile nell’arco di due anni
Il nuovo accordo stabilisce un riferimento quantitativo preciso: 12.000 tonnellate di CO₂ da ridurre nell’arco di ventiquattro mesi.
Non si tratta di un risultato già raggiunto, ma dell’obiettivo dichiarato dalle aziende per il periodo di applicazione della collaborazione.
La distinzione è importante perché permette di leggere correttamente la portata dell’iniziativa. L’efficacia del programma dovrà essere valutata attraverso i risultati ottenuti durante la sua attuazione, tenendo conto delle metodologie utilizzate per contabilizzare le riduzioni.
Per un operatore logistico internazionale, accordi di questo tipo consentono di intervenire su una parte delle emissioni generate dai servizi di trasporto acquistati presso fornitori esterni.
La collaborazione con CMA CGM si inserisce inoltre nell’impegno di DSV a raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, considerando sia le attività direttamente gestite sia la catena del valore.
È una sfida che coinvolge inevitabilmente l’intero sistema dei trasporti. La movimentazione delle merci continua a rappresentare una componente essenziale dell’economia globale e la riduzione del suo impatto ambientale richiede investimenti tecnologici, disponibilità di combustibili alternativi e una collaborazione sempre più stretta tra i diversi operatori.
Una collaborazione che guarda alla trasformazione del settore
L’intesa tra DSV e CMA CGM si inserisce in un percorso più ampio che coinvolge l’intera industria marittima.
Negli ultimi anni, la compagnia francese ha investito nello sviluppo di navi capaci di utilizzare combustibili alternativi. Nel 2020 ha introdotto la CMA CGM Jacques Saadé, portacontainer da 23.000 TEU alimentata a LNG. Nel 2026 ha inoltre avviato una nuova generazione di unità con la CMA CGM Notre Dame, prima di una serie di dieci navi da 24.212 TEU.
La strategia industriale prevede di arrivare entro il 2031 a circa 200 navi dual-fuel alimentabili con LNG o metanolo, predisposte per utilizzare energie a minore intensità emissiva. Sono obiettivi dichiarati dalla compagnia, parte di un percorso che comprende anche miglioramenti dell’efficienza energetica e collaborazioni con clienti e fornitori.
L’accordo con il gruppo danese assume quindi un significato che supera il singolo servizio. Da una parte c’è chi sviluppa e gestisce le soluzioni di trasporto marittimo; dall’altra un operatore logistico che può renderle accessibili alle imprese attraverso la propria rete internazionale.
È proprio questa integrazione a rappresentare uno degli aspetti più interessanti della transizione. Per ridurre le emissioni delle merci movimentate su scala globale, non basta introdurre nuovi combustibili: occorre anche costruire condizioni commerciali e operative che ne favoriscano l’utilizzo.
La collaborazione su ACT+ definisce un obiettivo misurabile e un periodo preciso entro il quale perseguirlo. Saranno i risultati effettivamente conseguiti a stabilire quanto il programma avrà contribuito alla riduzione delle emissioni.
Per DSV e CMA CGM, il prossimo passaggio sarà dunque trasformare l’impegno annunciato in riduzioni verificabili, dimostrando come la cooperazione tra logistica e trasporto marittimo possa accompagnare concretamente l’evoluzione delle catene di approvvigionamento.







